Punicum era una cittadella romana menzionata nella tavola peutingeriana e distante 3Km a sud della colonia romana di Castrum Novum (III sec.A.C.). Entrambi i siti oggi sono nel comune di S.Marinella. Sull’antico abitato oggi sorge il castello Odescalchi, edificato a più riprese tra l’XI e il XVII sec.D.C. Nel 1839 furono eseguiti degli scavi nel castello per conto di Donna Teresa Caetani duchessa di Sermoneta, furono evidenziate le mura di una villa di epoca imperiale e un lungo corridoio di circa 20m x 5m che dal mare risalendolo portava ad un ampio spazio circondato da un porticato. La villa era ricca di pavimenti musivi figurati con tasselli bianco-neri e poggianti su di un criptoportico (piano seminterrato adibito a magazzino).Da una lamina plumbea del condotto fognario si lesse un’iscrizione che riportava il nome di Eneo Domizio Annio Ulpiano, giureconsulto romano del III sec.A.C. Da altri ritrovamenti si evinse che sul poggio dell’antica Punicum almeno dal I sec.D.C. era stata eretta una villa marittima che oggi è ricordata come la villa di Ulpiano. L’edificio come tutte le altre ville romane di epoca imperiale del litorale era fornito di peschiera e di annesso porticciolo. Una parte delle mura del porticciolo era più antica e doveva essere appartenuta al porto della cittadella( prima etrusca poi romana) di Punicum. Delle molte statue trovate nella villa di Ulpiano,copie di statue greche del IV sec.A.C., ricordiamo le più importanti che oggi purtroppo sono sparse in vari musei del mondo.Di rara bellezza sono due sculture di Meleagro (III sec.D.C.) una alta 209 cm (Altes museum,Berlino) e l’altra alta 120 cm (Arthur M.Sacker museum, Cambridge), seguono le due statue di Atena alta 182cm (II sec.D.C.) e Apollo alto 185cm (I sec.D.C.) (Museo di Civitavecchia) e in ultimo la statua raffigurante Dionisio e Pan (III sec.D.C.) (Ny Carlsberg Glyptotek, Copenaghen). L’ipotesi molto affascinante (L.Pareti, Studi minori di storia antica,Roma 1958.) che Punicum(lat.cartaginese) e Pyrgi(S.Severa) fossero empori fenici addirittura prima di Cartagine a tuttoggi non ha trovato riscontro. Comprovato è invece il forte commercio di Cartagine con l’Etruria a partire dal VI sec.A.C. e la dimostrazione fu fornita con il ritrovamento nei templi di Pyrgi di due lamine d’oro con doppia iscrizione in etrusco-fenicio. Il nome Punicum dovrebbe quindi derivare dalla forte presenza di navi commerciali puniche nel porto della cittadella, atte a scambiare merci con gli etruschi dei pagi costieri (Punicum,Castellina del Marangone,Ponton del Castro) in cambio delle ricchezze minerarie estratte dai monti della Tolfa. L’ipotesi che il nome della cittadella derivi invece dalla presenza in loco della pianta del melograno (bot.granata punica) il cui nome latino era malus punicum va riconsiderata e fatta rientrare proprio nell’ambito di tali scambi commerciali. Infatti, il melograno fu introdotto da Cartagine lungo la costa tirrenica proprio mediante scambi commerciali. Oggi della villa romana non restano che deboli tracce esterne, una parte di muro in opus reticolatum e piccoli sbocchi della rete fognaria. La costruzione del castello portò alla totale sparizione superficiale dell’edificio.


       



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