Ripa Maiale (313 m s.l.m.) è una falesia vulcanica composta di ignimbrite e trachite, originatasi alla fine del pliocene con la nascita dei monti della Tolfa. Topograficamente questa parete verticale è il termine ultimo della macchia di Palano nel comune di Allumiere e nelle vicinanze possiamo vedere monte Sassetto (200 m s.l.m.), un piccolo domo vulcanico e la città medioevale di Civitavecchia (Centumcellae, 854 D.C.). L’area è geologicamente molto interessante per la presenza di fossili marini (molluschi bivalvi come pettinidi e ostriche) del miocene e brecce vulcaniche contenenti cristalli di leucite. La falesia presenta delle grotte naturali ed una sorgente perenne d’acqua, elementi che favorirono l’insediamento umano dalla fine del  paleolitico medio.

Piccoli tasti eseguiti nella caverna principale dall’associazione Klitsche de Lagrange del museo di Allumiere, rivelarono la presenza di decine di utensili litici. All’ interno della macchia di Palano fu scoperto un vero e proprio giacimento di pietre scheggiate sinonimo della presenza in epoca antica di una vera industria litica (più di mille utensili). La principale pietra usata era la selce (roccia sedimentaria a frattura concoide di durezza pari al quarzo), tipica pietra utilizzata in tutta la preistoria del Mediterraneo. La selce di Ripa Maiale è facilmente identificabile per il suo tipico colore rosso (presenza di ematite) , mentre solo una parte minoritaria presenta il tipico colore giallo-marrone (presenza di manganese) della selce italiana. Gli utensili trovati sono di varie tipologie di scheggiatura e possono essere suddivisi in: chopper, nuclei poliedrici bipiramidali, grattatoi, raschiatoi denticolati, nuclei e schegge levallois e lamelle doufour. Lungo la falesia sono stati trovati anche alcuni esemplari di schegge in quarzite e diorite di sicura importazione vista l’assenza di tali materiali in loco. I periodi paleolitici a cui corrispondono gli utensili litici spaziano dal musteriano di tipo acheuleano (35000 A.C.) fino all’epigravettiano (10000 A.C.).


Ripa Maiale fu abitata anche in epoca romana e la prova è data dai ruderi interrati di una villa rustica di epoca imperiale che utilizzò la vicina sorgente come pozzo votivo. Un sentiero presente ci indica che anticamente una strada collegava questa villa con quella della farnesiana e l’eremo della Trinità dove dimorò S.Agostino. Questa strada interna fu utilizzata per tutto il medioevo, probabilmente per il trasporto dell’allume. Adesso lungo Ripa Maiale si vedono dei terrazzamenti e delle murature a secco costruite con l’acquedotto che dalla sorgente portava l’acqua a Centumcellae. I terrazzamenti hanno alzato il piano del terreno ricoprendo le grotte naturali, uno scavo ben eseguito quindi potrebbe portare alla luce reperti preistorici interessanti.

  

Vorremmo aggiungere una piccola critica ai tanti rocciatori di Ripa Maiale. La falesia è un monumento preistorico di alto valore archeologico. Perforare una trachite con trapani elettrici per rivettare tutta la parete (cinque linee di arrampicata) perfino sopra la grotta principale, è un atto vandalico! Attualmente il divieto comunale di arrampicata si è ridotto a sei mesi, (da gennaio a luglio),importantissimo visto che in tale periodo l’agraria lascia libero il bestiame (vacche, tori, cavalli e asini).Vorremmo vedere le vostre reazioni se qualcuno rivettasse le colonne del Pantheon o del Colosseo. Inoltre la sporcizia comincia ad accumularsi ( bottiglie, sigarette e tampax!) e vedere agenzie che si fanno pagare per portare la gente ad arrampicare ci fa capire perché questo divieto dia tanto fastidio. Si ricorda inoltre che la zona è proprietà privata e in qualsiasi momento il proprietario può chiudere i cancelli e mandare via tutti!



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