Nel comune di Ladispoli in località Marina di Palo è presente una villa marittima, l’area che ricopre ha le dimensioni di circa 400 m x 200 m arrivando a toccare la linea costiera. Dalle notizie di A.Nibby (Analisi storico topografica dei dintorni di Roma, 1849) sappiamo che la costruzione un tempo era compresa tra il fosso Sanguinara e la macchia di Palo, ed erroneamente ipotizza essere la villa di Pompeo Magno. Gli scavi effettuati in seguito da E.Luigi Tocco (Bull.d.inst.1867) rivelano un' enorme struttura composta prevalentemente in opus mixtum. L' edificio possedeva una serie di giardini e piccole stanze tutte connesse , tra cui l’impluvium (per la raccolta dell’acqua piovana), un triclinium (sala per banchetti) ed un hypocaustum (pavimento riscaldato). I pavimenti erano in marmo e in mosaico bianco e nero, le colonne erano in laterizio e alternate da mura in cementizio. Tale struttura è oggi visibile in Piazza della Rugiada, mentre in Via Albatros è visibile una cisterna con due vasche di raccolta appartenuti alla villa. Oggi sull’intera area si è costruito a partire dagli anni ’60 e quindi la costruzione è andata persa in molte sue parti. Sappiamo che dall’attuale piazza partivano due porticati lunghi circa 134 m che portavano alla parte della casa in riva al mare dove vi era un criptoportico di circa 4 m di altezza con un pavimento sovrastante, due vasche ed altre stanze devastate . Nel 2002 durante i lavori stradali in Via Lungomare regina Elena emerse una struttura quadrata di 14 m di lato esterno e circa 7 m di lato interno . Questa stupenda struttura pavimentale in mosaico bianco e nero (stile scacchiera) è una vasca con al centro il basamento per una fontana ed un tempo era circondata da un portico composto di dodici colonne in stile ionico e su un lato della vasca si accedeva ad un’ulteriore stanza, mentre dalla parte opposta vi è un abside adibito a ninfeo dove risiedeva la statua di una divinità. Molto probabilmente è la struttura che E.Tocco ci descrive nel suo racconto, ipotesi verosimile poiché dal tempietto che nomina partiva un portico lungo la costa che portava ad una struttura muraria in opera laterizia a pianta quadrata di 4 m di lato con una scala elicoidale al suo interno che saliva in alto intorno ad una colonna in laterizio.





Tale struttura esiste ancora e si trova sulla costa in fondo a Via dei Delfini. Si tratta di un sepolcro a torre tipico della fine dell’età repubblicana e in base al racconto di Plinio il Giovane (epistole X) dovrebbe essere stato il sepolcro di Lucio Virginio Rufo morto nel 97 D.C. ( ricordato per aver rinunciato nel 68 D.C. al trono di Roma per restare fedele all’imperatore Nerone) che proprio ad Alsium aveva una villa marittima. In base anche ai ritrovamenti del 2002 possiamo affermare che la villa ebbe una struttura iniziale a partire dal II sec. A.C. per prendere la forma attuale nel I sec. D.C.  La villa fu incendiata molto probabilmente (come per le altre ville del litorale) con il sacco di Roma nel 410 D.C. da parte dei Visigoti guidati da Alarico.








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